Articolo del settimanale  "Donna Moderna", 25 maggio 2011, Anno XXIV N.21

la dieta Zona

Creata negli anni Novanta da un ricercatore americano del Massachusetts Institute of Technology, il biochimico Barry Sears, e seguita da molte “celeb” internazionali, compresi grandi campioni sportivi, la dieta Zona consiste nell’adottare un vero e proprio stile alimentare. Il suo nome deriva dal fatto che, con questo regime, basato sui principi di equilibrio e moderazione, la produzione di insulina viene mantenuta in una “zona” nè troppo alta nè troppo bassa. E, grazie all’influenza che l’alimentazione ha sugli ormoni, con questo metodo si perde il grasso in eccesso mantenendo tutto il giorno elevati livelli di concentrazione mentale ed evitando le crisi di “fame’. Vediamo come.

In cosa consiste

La dieta Zona è abbastanza simile alla nostra dieta mediterranea, anche se limita molto i carboidrati provenienti dai cereali. Ciò che la rende efficace è un bilanciamento ottimale dei nutrienti, secondo la piramide del 40-30-30. Vuole dire che per ogni pasto (tre al giorno) e per i due spuntini quotidiani, bisogna assumere il 40 per cento delle calorie dai carboidrati, il 30 per cento dalle proteine e il 30 per cento dai grassi (non saturi): nè troppo, nè troppo poco, insomma. E senza rinunciare a nessun nutriente. Per i carboidrati, poi, Barry Sears, che l’ha creata, raccomanda di consumare in quantità moderata pasta, riso e pane, come se fossero dei contorni e non il piatto principale. E di aumentare il consumo di frutta e verdura, che contengono i carboidrati favorevoli. Quanto alle proteine, le scelte ricadono sul pesce, le carni bianche e i latticini low-fat, mentre, per condire, è bene utilizzare solo olio extravergine di oliva. Gli snack possono essere a base di mandorle, pistacchi e anacardi, ricchi di grassi buoni. Con le corrette scelte alimentari e la distribuzione del cibo lungo tutta la giornata (vietato saltare pasti o spuntini!), si instaura l’equilibrio ormonale ideale che porta l’organismo a bruciare il grasso in eccesso nei tessuti e a far perdere anche 2,5 chili nella prima settimana di dieta (500-650 grammi di grasso e 1-1,5 chili di liquidi). Ci sono persone che, con questa strategia nutrizionale, hanno perso 10-20 chili e che, mantenendosi “in zona” non li hanno più ripresi. 

I punti di forza

Uno dei vantaggi di questa dieta è la flessibilità: se capita di esagerare a pranzo o a cena, si può ristabilire l’armonia ormonale rientrando in Zona con il pasto successivo. Una volta compresi i concetti base (per farsi aiutare ci si può rivolgere a uno degli istruttori certificati che operano in tutta Italia), si può gestire in totale autonomia la propria alimentazione. A patto di rispettare le quattro regole d’oro: equilibrare proteine, carboidrati e grassi a ogni pasto; di giorno, non trascorrere più di cinque ore senza mangiare: un pranzo o una cena, infatti, regolano il sistema ormonale per circa quattro ore e ogni spuntino per due; scegliere gli alimenti più salutari; non esagerare con le quantità.

A chi è indicata

La dieta Zona può essere seguita, almeno in teoria, da tutti. In realtà, quando si decide di adottare un programma alimentare che modifica in modo radicale le proprie abitudini a tavola, e quindi anche il corpo, almeno per i primi tempi è bene avvalersi dell’aiuto di un medico oppure di un nutrizionista. Fatta questa premessa, la Zona può essere seguita tranquillamente per tutta la vita.

Per saperne di più

La Zona ti cambia la vita. I segreti per lei e per lui di Gigliola Braga, con la prefazione di Barry Sears (Sperling & Kupfer, 17 euro);  www.enervitwellness.it