Yunnan - la mia prima esperienza cinese

a cura della Dott.ssa Martinetto

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Maria Cristina MARTINETTO 
è da sempre interessata allo  studio delle lingue e delle culture straniere. Le sue esperienze professionali e la padronanza di parecchie lingue straniere (oltre al cinese, l’inglese, il francese, il tedesco) l'hanno portata a lavorare all'estero o, comunque, in un ambiente internazionale. 






Scelta della destinazione

China

Dopo aver studiato la lingua cinese in Italia, per perfezionarne la conoscenza, nel 1991, decisi di recarmi in Cina. I miei insegnanti mi consigliarono la città di Kunming, capoluogo della provincia dello Yunnan, in quanto all’epoca, da poco terminate le proteste di piazza “Tan An Men”, vi erano pochissimi studenti stranieri, i quali, peraltro, da sempre preferivano grandi città come Pechino, Shanghai, Guangzhou o Hangzhou. Effettivamente, al mio arrivo, mi ritrovai a essere l’unica italiana all’interno del Dipartimento di Lingua Cinese per stranieri dell’Università dello Yunnan.


La provincia dello Yunnan


Yunnan

Lo Yunnan (云南) letteralmente “a sud delle nuvole”; è una  provincia (più estesa dell’Italia)  posta all’estremità sud-occidentale della Cina, ai confini con il Tibet: confina a nord con la provincia  dello Sichuan e con il Tibet, a ovest con Myanmar (Birmania), a sud con il Laos ed il Vietnam. Dal punto di vista paesaggistico e culturale è una provincia magnifica. A sud-ovest foreste vergini con piante tropicali; a nord-ovest cime altissime e pareti a strapiombo con fiumi che scorrono in gole profonde. La popolazione è costituita da circa 30 diverse etnie (il numero più alto di tutta la Cina) , molte delle quali conservano ancora le proprie tradizioni e parlano la propria lingua.


La città di Kunming

Kunming dista dalla capitale Pechino, circa 3000 chilometri; fino al 1949, è stata una città in cui, venivano relegati coloro che dovevano essere allontanati dalla capitale. È il capoluogo politico, amministrativo, economico e culturale della provincia dello Yunnan.

Panorama di Kunming 2
Panorama di Kunming

È una città gradevole; sorge a 1900 metri di altitudine, a nord del lago Dian. Il suo clima mite fa sì che vi siano sempre alberi in fiore: per questo viene chiamata “città dell’eterna primavera”, sebbene, durante la mia permanenza, nei mesi di dicembre e gennaio, nevicò e fece piuttosto freddo!

Non possiede monumenti importanti e storici ma ciononostante conserva un fascino indiscutibile dovuto alla presenza di una popolazione multietnica e all’atmosfera dei suoi vecchi quartieri, purtroppo sempre meno numerosi!


Largo alla modernità!

L’attitudine dei cinesi di distruggere il vecchio per far spazio al nuovo, al “progresso” è un modo di pensare di difficile comprensione e accettazione per noi occidentali. Interi quartieri vengono rasi al suolo perché gli edifici sono inutilizzati, non socialmente utili, oppure desueti, non pratici e funzionali.


La stazione ferroviaria di Kunming 2
La stazione ferroviaria di Kunming

Immaginate il mio sgomento e il mio sconforto alla vista di bulldozer che radevano al suolo interi edifici di fine Ottocento in stile cinese dell’epoca (sicuramente poco funzionali), per far spazio ad anonimi grattacieli in stile post-moderno con elementi di architettura cinese (quali i tetti a pagoda). 

Quando mi recai nuovamente nello Yunnan, tre anni dopo il mio primo soggiorno, ebbi difficoltà a “ritrovare” parecchi quartieri di Kunming, compreso il campus dell’Università. La città era diventata un immenso cantiere! Mi reco in Cina mediamente una volta all’anno e, a tutt’oggi, ogni volta vedo enormi cambiamenti.

Hutong (胡同)

In Cina si è cominciato a preservare le antichità e i monumenti storici da quando si è compresa l’utilità per il turismo, altrimenti se un edificio non è congruo, con un fine, viene raso al suolo per motivi di “utilità logistico-sociale”. Per esempio, in occasione dei Giochi Olimpici di “Pechino 2008”, moltissimi hutong (胡同) - i tipici vicoli della vecchia Pechino – sono stati “sacrificati” per far spazio a nuove strade logisticamente più funzionali.

Hutong (胡同)


Un po’ di storia

Agli inizi del ‘900, i francesi, da poco installatisi nel Tonchino, avendo delle mire sulla provincia dello Yunnan , costruirono una linea ferroviaria a scartamento ridotto tra Haiphong (in Vietnam) e Kunming. I cinesi in seguito adattarono lo scartamento alla rete nazionale. Tuttavia rimangono ancora, per lo meno all’epoca in cui io presi il treno, dei tratti a scartamento ridotto nella regione di sud-est, a Honghe e Wenshan.

All’epoca del mio primo soggiorno, in Cina non esistevano caffè o bar; al contrario del resto del paese, a Kunming, per via dell’influenza francese e del vicino Vietnam, parte dell’Indocina Francese, esisteva un  caffè “il Vietnamese Coffee Shop” dove il caffè era servito alla francese (in tazze tipiche della Francia coloniale, i “mazagran”) con latte e zucchero. Da precisare che allora per i cinesi il caffè come bevanda non era assolutamente rinomato e considerato un genere di lusso.

Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, durante l’occupazione giapponese, Kunming fu il capolinea della celebre “Burma Road” e conobbe un’attività frenetica. La strada fu costruita per motivi strategici per rifornire le truppe della Cina Nazionalista che combattevano contro gli occupanti.

In effetti, tutto lo Yunnan occidentale costituisce una classica meta fuori dal “sentiero battuto”.


La cucina regionale

La cucina dello Yunnan, a mio avviso, è ottima! 

È costituita dall’amalgama tra la cucina cinese “Han” e quella delle numerose altre etnie presenti sul territorio; di conseguenza la cucina di questa provincia è decisamente varia. Molti piatti sono speziati e piccanti, come nello Sichuan (la provincia a nord), e i funghi occupano una posizione di rilievo. Un'altra caratteristica importante è il largo uso di fiori nel cibo. 

Lo Yunnan è inoltre rinomato per il caffè, il tè e il tabacco, tutti di ottima qualità.


Visite e escursioni

Il parco Cuihu 翠湖 (Lago verde) di Kunming

Kunming e dintorni

Appena arrivata a Kunming, da visitatrice scrupolosa, seguii l’iter turistico obbligato consigliatomi dai miei insegnanti e cioè: visita allo zoo cittadino (no comment!) e gita alla foresta pietrificata di Liman. 

Quest’ultima si trova a 120 chilometri circa da Kunming ed è costituita dalla grande e dalla piccola foresta di pietra. Da un punto di vista turistico e paesaggistico è interessante notare gli effetti dell’erosione sulle rocce e le numerose incisioni rupestri.

      Il parco Cuihu 翠湖 (Lago verde) di Kunming

Le Tre Pagode a DaliA nord-ovest di Kunming sorge Dali, che fu il centro del Regno Nanzhao e del Regno Dali, oggi ciò che possiamo vedere sono solo alcuni monumenti e reperti archeologici, la città si erge vicino al lago Erhai. A Dali vi andai in corriera, i locali vi trasportavano di tutto: animali e mercanzie varie, incluso un militare che accompagnava un prigioniero ammanettato e incatenato. Fortunatamente la corriera in quella circostanza non ebbe inconvenienti.

In questa zona ebbi modo di constatare lo scempio perpetrato sul patrimonio artistico durante la “Rivoluzione Culturale” (1966-1976). Durante un’escursione in bicicletta nelle campagne intorno a Dali vidi un tempio taoista trasformato in magazzino di cereali e fienile, con grande spregio per le statue policrome e per i portali del tempio.

   Le Tre Pagode a Dali


Il Sud-ovest

Xishuangbanna –La Festa dell’AcquaLa prima vera escursione fu un viaggio, organizzato dal Dipartimento di Lingua Cinese per stranieri, nello Xishuangbanna, a sud-ovest dello Yunnan, in occasione della “Festa dell’acqua”, la più famosa delle feste tradizionali dell’etnia Dai, che ricorre dopo il Capodanno cinese, in concomitanza con il capodanno thailandese. Quell’anno la festa cadeva alla metà del mese di marzo.

       Xishuangbanna –La Festa dell’Acqua

L’etnia Dai e quella Thai appartengono allo stesso ceppo etnico e possiedono tradizioni e costumi simili. Durante la festa i Dai si spruzzano addosso acqua  come buon auspicio per il raccolto.

Durante la visita, noi studenti, fummo ospitati in una casa di una famiglia Dai. La tipica abitazione Dai è una palafitta in legno: il piano rialzato è un “open space”, qui vive tutta la famiglia (si mangia e si dorme tutti insieme); la parte sottostante (quella delimitata dalle colonne portanti della struttura) è utilizzata come aia e stia, la famiglia presso cui alloggiammo, vi teneva un bel maiale pezzato.

Xishuangbanna – La Foresta vergine

Al ritorno ci fermammo a visitare la vicina riserva naturale e nel fiume Mekong, che in Cina prende il nome di Lancang, ci lavammo (con sapone e shampoo) in quanto la casa Dai dove avevamo alloggiato non disponeva di bagno! La foresta vergine di questa prefettura copre una superficie di 20.000 chilometri quadrati con migliaia di specie di piante tropicali e centinaia di specie di animali selvatici. Bisogna infatti considerare che lo Yunnan meridionale dal punto di vista geografico fa parte del Sud-est asiatico anche se politicamente appartiene alla Cina.                                Xishuangbanna – La Foresta vergine

Sulla strada di ritorno per Kunming il minibus su cui viaggiavamo si ruppe, di conseguenza fummo costretti a spingerlo per parecchi chilometri. Debbo premettere che all’epoca, in Cina, si era ai primordi della meccanica automobilistica, per azzardare un paragone attinente, potrebbero essere considerati come gli anni ’50 in un paesino di una provincia del Sud Italia. Pertanto, non soltanto circolavano veicoli alquanto vetusti, ma non vi erano nemmeno molti meccanici!


Il Nord-ovest

La regione nord-occidentale dello Yunnan (quella confinante con il Tibet) ha la caratteristica di possedere cime altissime e pareti a strapiombo. Ne fanno parte le prefetture di Lijiang, Diqing e Shangrila.

Uno dei molti ponti a LijiangIn questa zona vive una popolazione che conserva ancora tradizioni peculiari. La storia, l'architettura e la cultura di Lijiang differiscono notevolmente da quelle delle altre città cinesi, fondamentalmente per la presenza del popolo dei Naxi. Questa etnia, che parla una lingua della famiglia tibeto birmana, ha conservato la propria l'integrità culturaleL’antica città di Lijiang – dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità - viene chiamata la “città dei ponti” poiché per tutta la sua estensione è attraversata da numerosissimi canali che, insieme ai salici piangenti, la contraddistinguono.                Uno dei molti ponti a Lijiang

Sempre nello Yunnan nord-occidentale vi è la zona dei tre fiumi, anch’essa dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Questa zona contiene ben 15 aree protette; è la regione montuosa in cui tre dei maggiori fiumi dell'Asia (lo Yang Tze, il Mekong e il Salwen/Nujan) hanno percorsi quasi paralleli. I fiumi scorrono in gole profonde fino a 3.000 metri e fra picchi alti oltre 6.000 metri. All’interno di questo vasto parco naturale si trova un territorio ricchissimo per quanto riguarda la biodiversità, sia animale che vegetale.


L’esperienza didattica e i rapporti con la popolazione locale

L’entrata principale dell’Università dello YunnanBenché all’epoca, l’Università dello Yunnan non fosse ancora ben attrezzata per l’insegnamento della lingua cinese agli stranieri (insufficienze strutturali, carenze didattiche) per me fu un’esperienza molto valida e decisamente unica, un continuo “carpe diem”! Dopo un paio di mesi di permanenza, l’Università dello Yunnan mi incaricò di tenere un corso di lingua italiana per alcuni docenti che si sarebbero poi recati a Pavia nell’ambito di un programma di scambio tra le due università. Fu una bellissima esperienza, in tutti i sensi! I miei allievi a ogni lezione non mancavano di portarmi frutta e dolciumi, in un’atmosfera assolutamente conviviale.               L’entrata principale dell’Università dello Yunnan

all’interno del campus dell’università dello YunnanHo tuttavia dovuto adattarmi all’inderogabile scadenza, più o meno mensile: un’ “imprevista” e non comunicata assenza dei miei studenti che dovevano attendere alle tassative e famigerate “开会 “ Kāihuì (riunioni).

Bisogna considerare che in quel periodo vigeva una sorta di segregazione da parte dei cinesi nei confronti degli occidentali. Per esempio non si poteva condividere la stessa camera da letto, e agli occidentali era proibito l’accesso a diversi locali.

  Il campus dell’università dello Yunnan

Gli stranieri nello Yunnan erano davvero visti come degli alieni, effettivamente come dei “大鼻子魔鬼  dà bízi móguǐ (diavoli dal grande naso) o più comunemente dei ”老外 lǎowài (stranieri).

Ciononostante posso sicuramente affermare che è stata un’esperienza complessivamente molto positiva e che ancora oggi ripenso al mio soggiorno a Kunming con gioia; la considero come “casa”. La popolazione gioviale, gli scambi umani facilitati dal fatto che la popolazione locale non fosse ancora troppo “inquinata” dal consumismo e dalla presenza di troppi stranieri.


Conclusioni

Sperando di avere stimolato nei lettori la curiosità e il desiderio di visitare la regione, concludo la mia relazione sullo Yunnan –– affermando che: benché “vivere in provincia”, soprattutto all’epoca del mio soggiorno, abbia comportato molte limitazioni e sia stato per certi versi un po’ frustrante, non ho mai rimpianto la mia scelta di andare nello Yunnan; perciò raccomando a tutti coloro che desiderano recarsi in Cina di includerlo tra le mete del viaggio.